“Integratori per il benessere delle vie urinarie femminili

Con il Natale e il Capodanno alle porte gli esperti ci avvertono che non tarderà ad arrivare il picco epidemico influenzale anche se già sono numerosi gli italiani costretti a letto, con Catania che sembra essere una tra le province più colpite. E se tra qualche mese potremmo stilare un bollettino sulla stagione influenzale 2018-2019 c’è da dire che ci sono infezioni che ci accompagnano tutto l’anno e che di certo non sono da sottovalutare; tra queste le infezioni delle vie urinarie.
Esse sono una delle affezioni più diffuse in ambito clinico, e addirittura seconde, per frequenza, solo a quelle a carico delle alte vie respiratorie. E’ un problema che riguarda soprattutto le donne; esse, infatti, in alcune fasi della vita (tra i 18 e i 30 anni e nei primi anni dopo la menopausa), sono particolarmente esposte a questo tipo di infezioni.
In caso di diagnosi di infezioni urinarie (le più comuni sono le cistiti), la terapia si basa principalmente sulla somministrazione di antibiotici. Tuttavia le nuove strade intraprese negli ultimi anni hanno coinvolto l’utilizzo di nuove strategie basate su specifici integratori alimentari. L’ interesse sempre crescente verso gli integratori nasce dal fatto che il trattamento con l’ antibiotico spesso non è risolutivo, soprattutto in caso di infezioni urinarie ricorrenti. Inoltre, si assiste spesso all’aumento delle resistenze batteriche nei confronti dei farmaci antimicrobici, con conseguente fallimento terapeutico.
I probiotici contenenti lattobacilli, sia per uso orale che per applicazione locale, sono stati ampiamente proposti per il trattamento e la profilassi delle infezioni batteriche urogenitali. Il loro utilizzo risulta essere efficace perché essi sono capaci di ripristinare la normale flora batterica vaginale e al tempo stesso sono in grado di contenere la carica batterica patogena. Inoltre pare che i probiotici siano in grado di migliorare le difese immunitarie dell’organismo, migliorando dunque la risposta contro i germi patogeni.
Già da tempo, integratori a base di D-mannosio sono stati proposti come possibile rimedio in alternativa o come coadiuvanti all’antibiotico-terapia. Il mannosio è uno zucchero semplice in grado di prevenire l’adesione di alcuni ceppi batterici alle cellule dell’uroepitelio, favorendone l’eliminazione attraverso la minzione.
Il mirtillo americano o cranberry è sicuramente il rimedio fitoterapico più usato per la prevenzione delle cistiti ricorrenti. L’efficacia del mirtillo, è da collegarsi a due sostanze in esso contenute: il fruttosio e, soprattutto, le proantocianidine che hanno la capacità di inibire l’adesione dei batteri uropatogeni, in particolare Escherichia coli, perché si interpongono tra l’epitelio urinario e il microrganismo, ostacolandone la colonizzazione.
Ricerche più recenti hanno messo in luce le proprietà benefiche di altre piante, meno usate fino ad ora in tale settore. Tra queste per esempio, l’erba asiatica Coleus forskohlii che sembrerebbe essere particolarmente utile nel contrastare un fenomeno tipicamente associato alla insorgenza di infezioni ricorrenti da Escherichia coli. Tale batterio, infatti, oltre a colonizzare le vie urinarie, ha la capacità di “entrare” nelle cellule uroteliali e di mettersi dunque al riparo dall’ azione dell’antibiotico. Questa pianta attraverso l’attivazione di un particolare meccanismo intracellulare permette l’ espulsione del batterio dalle cellule.
In conclusione, l’ utilizzo di integratori alimentari a base di probiotici, contenenti il D-Mannosio o vari estratti fitoterapici rappresentano un interessante strumento per ridurre la ricorrenza delle infezioni e favorire, in generale, il benessere delle vie urinarie nella donna.