Malaria: da studio sistema immunitario possibile supervaccino

Un importante progresso verso lo sviluppo di un vaccino pienamente efficace contro la malaria è stato conseguito con la scoperta di ricercatori australiani su come il sistema immunitario umano combatte un’infezione che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità uccide fino a 600 mila persone l’anno, specialmente fra i bambini in Africa. Gli scienziati del Burnet Institute of Biomedical Research di Melbourne, dopo 10 anni di ricerche a cui hanno collaborato colleghi del Kenya Medical Research Institute della London School of Hygiene and Tropical Medicine, hanno identificato una reazione che l’organismo usa per proteggersi dalla malaria. Il sistema immunitario, hanno scoperto, può “reclutare” proteine che si trovano nella circolazione sanguigna per aiutare a impedire ai parassiti della malaria di infettare i globuli rossi. Senza un simile aiuto, gli anticorpi da soli sono spesso incapaci di respingere la malattia. «E’ come un doppio colpo, un processo in due fasi per bloccare l’infezione», scrive il direttore dell’Istituto Burnet, James Beeson, sulla rivista Immunity. In una sperimentazione del vaccino su 30 volontari, la squadra guidata da Burnet ha osservato che la risposta difensiva può essere generata se il sistema immunitario e le proteine “complementari” operano insieme. «Il sistema immunitario ha bisogno di produrre anticorpi specifici, e sono le proteine che il sistema immunitario produce che combattono l’infezione», spiega ancora Burnet. «Quindi il prossimo passo è di massimizzare questo effetto, di ottenere alti livelli di anticorpi del giusto tipo, capaci di reclutare le proteine complementari per massimizzare l’effetto protettivo del vaccino». Squadre di ricercatori attorno al mondo sono al lavoro per sviluppare un vaccino efficace, con oltre 20 progetti in fase di sperimentazione clinica. (ANSA)