Integratori per neonati: sono davvero utili?

La nascita di un bebè è sempre accompagnata da grande gioia ma anche da grandi responsabilità ed è per questo che in questa nuova fase della loro vita, i genitori sono accompagnati da figure importanti quali il ginecologo, l’ostetrica e il pediatra. Essi sono dispensatori di utili consigli e per primi si fanno promotori dell’allattamento al seno perché il latte materno ha tutto ciò di cui il bambino ha bisogno per essere nutrito e per proteggerlo da molte malattie e infezioni. Il Ministero della Salute raccomanda di allattare fino al sesto mese. Ma proprio in virtù di ciò, quello che non ci si aspetta è che al piccolo venga prescritta l’ assunzione di integratori a base di vitamina D e K. Ma saranno davvero utili? E’ vero che madre natura ci ha dato tutto ciò di cui abbiamo bisogno ma è anche vero che i nostri stili di vita in questi secoli sono molto cambiati e questo ha influenzato parecchio il nostro stato di natura.
Per i più piccoli è di vitale importanza la vitamina D, perché regola l’assorbimento di calcio. Questo determina lo sviluppo scheletrico e la mineralizzazione delle ossa.La vitamina D non è carente nel latte materno, è una vitamina poco influenzata dall’alimentazione e la sua produzione è principalmente conseguente all’esposizione al sole, e soprattutto qui a Catania non mancano le belle giornate di sole. Ma i nostri bambini prendono meno sole di un tempo e, per altri ragionevoli motivi, sono protetti da creme solari. Sembra bastino 20 minuti al giorno di esposizione di mani e viso al sole (senza filtri solari) per avere una produzione sufficiente di vitamina D, ma non sempre questo è possibile. Per questo, sebbene non vi sia un parere unanime sulle dosi e sulle tempistiche della supplementazione, la comunità scientifica consiglia di dare ai bambini integratori di vitamina D per bocca.
La vitamina K è una sostanza necessaria per la coagulazione del sangue ed insieme alla vitamina D contribuisce alla mineralizzazione ossea. E’ sintetizzata principalmente dai batteri intestinali, ma sappiamo come la flora batterica dei nostri bambini sia variabilissima e cambi a seconda delle modalità di parto (cesareo o spontaneo) e a seconda delle modalità di allattamento (al seno o al biberon). Il neonato riceve una piccola quantità di vitamina K durante la gravidanza e quindi alla nascita c’è il rischio di malattia emorragica conseguente a un deficit di vitamina K, per questo si dà una supplementazione a tutti i neonati (di solito con un’iniezione alla nascita). Ma ciò non è sufficiente infatti la Società Italiana di Neonatologia ha deciso di consigliare l’ assunzione di integratori di vitamina K per tutti i primi tre mesi di vita perché esistono forme più tardive di malattia emorragica e non sappiamo esattamente per quanto sia sufficiente la copertura dell’iniezione.