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Morbo di Parkinson ha la “firma” nella flora intestinale

Il morbo di Parkinson ha una “firma” nella flora batterica intestinale, e anche la risposta ai farmaci per la malattia è legata all’insieme dei microrganismi che popolano l’apparato digerente. Lo ha dimostrato uno studio dell’università dell’Alabama pubblicato da Movement Disorder. La ricerca ha analizzato il microbioma di 197 pazienti e 130 persone sane provenienti da tre città diverse degli Usa, Seattle, New York e Atlanta. Nelle persone con Parkinson, scrivono gli autori, il bilancio tra le diverse specie di batteri è diverso rispetto alle sane, con qualche specie a concentrazione più alta e altre che sono quasi assenti. Anche i differenti farmaci hanno un effetto visibile sul microbioma. «E’ possibile che in alcune persone i farmaci alterino la flora batterica, aggiungendo degli effetti collaterali. Oppure la naturale variabilità del microbioma potrebbe essere una ragione per la diversa risposta alle terapie». Un’altra osservazione è che le specie di batteri responsabili dell’eliminazione dall’organismo di sostanze tossiche, come quelle derivanti dall’inquinamento, sono assenti in chi ha il Parkinson, il che potrebbe spiegare perchè l’esposizione a certi pesticidi aumenta il rischio di sviluppare la malattia. (ANSA)

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